Quasi uguali – Progetto di LetturAttiva
| 16 marzo 2010 | a | 17 marzo 2010 |
Quasi uguali
Progetto di LetturAttiva
Quasi Uguali coinvolge venti docenti e trecento allievi di dieci scuole medie e superiori, che quotidianamente studiano e lavorano al fianco di immigrati.
Il progetto è stato sviluppato in diverse fasi da novembre 2009 a marzo 2010. Individuati i partecipanti, si è provveduto alla distribuzione gratuita di Quasi Uguali, il saggio di Francesco De Filippo del quale si è effettuata la lettura attiva, con l’ausilio dei docenti coinvolti.
Con la lettura sono emersi alcuni nodi cruciali inerenti al dibattito sull’immigrazione, successivamente discussi nelle scuole in occasione di incontri aperti al pubblico. L’iniziativa Quasi uguali si avvia a conclusione. Martedì e Mercoledì prossimi lo scrittore e giornalista Francesco De Filippo incontrerà gli studenti (martedì 16 marzo ore 18: alunni delle superiori; mercoledì 17 marzo ore 10: alunni delle medie).
Seguirà la performance musicale, per strumenti e voci recitanti, dell’ensemble multietnico del Conservatorio bruzio. Il coordinamento artistico è curato da Maria Luisa Bigai, la realizzazione è affidata ai musicisti Nicola Pisani, Piero Gallina, Carlo Cimino, Checco Pallone, con la partecipazione straordinaria di Leon Pantarei e Uadì. Le voci recitanti sono di Maria Luisa Bigai e Serena Ciofi.
Quasi Uguali si prefigge di contribuire al delicato dibattito sull’integrazione attivando dinamiche positive che si avvalgano di strumenti quali il metodo narrativo. Riflettendo sul proprio vissuto e fornendone una rielaborazione destinata a un pubblico costituito da cittadini della provincia di Cosenza, gli immigrati coinvolti valorizzano la propria esperienza e ne offrono una rappresentazione narrativa. In tal modo si mira alla condivisione di un vissuto spesso drammatico con i membri di una nuova comunità, nel segno dell’empatia.
Quasi uguali pone l’accento sul metodo narrativo, la cui adozione si è rivelata proficua in contesti di educazione sia dei giovani che degli adulti. I presupposti scientifici sui quali tale metodo si fonda sono stati indagati da Jerome S. Bruner. Fautore della psicologia culturale, Bruner ha analizzato il pensiero narrativo, conferendogli notevole valore: la narrazione contraddistingue l’uomo e compare nell’infanzia, divenendo ben presto lo strumento protesico attraverso cui realizzare la mediazione fra mente e cultura. Interpretando la realtà in forma di racconto, ciascuno è in grado di esplicitare i modi e le tecniche con cui plasma intenzionalmente l’esperienza, costruendo significati in una gamma di mondi possibili. L’interazione si configura, dunque, come racconto e negoziazione volti a creare una cultura condivisibile, comune. L’uomo è esposto ad una varietà di mondi possibili che lo stesso discorso narrativo concorre a determinare, fornendo una rappresentazione della vita in forma drammaturgica. Nodale è inoltre il tema dell’identità, da intendersi come luogo virtuale, come progetto di respiro interculturale. La costruzione identitaria, che si realizza attraverso dinamiche sociali in seguito alla coscienza della propria incompletezza biologica, è frutto di un processo di selezione tale da implicare la particolarità. L’esposizione alle culture altre è però ineliminabile. Anzi, l’identità porta dentro di sé l’alterità, rispetto alla quale è necessario negoziare oltre che adottare un’ottica parziale e flessibile, nella piena valorizzazione delle potenzialità di ciascuno, poiché a qualsiasi latitudine “ogni individuo costituisce in se stesso un cosmo” (Hadj Garm’ Oren).

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