IL FUOCO AMICO DI JOHN CAGE
| 18 giugno 2009 |
18 giugno 2009 – ore 20.45
Anfiteatro CAMS – Polifunzionale Unical
L’arte demilitarizzata di un compositore rivoluzionario
Conferenza – spettacolo ideata da Valerio Corzani
con
Maria Pia De Vito voci, loop, radio a transistor
Gabriele Mirabassi clarinetto, toy piano,
radio a transistor
Valerio Corzani laptop, radio a transistor,
introduzioni, pause e raccordi
L’opera di John Cage ha sempre rappresentato una sfida per il mondo musicale e le sue convenzioni. Ma non si è mai trattato di una sfida aggressiva perché Cage era tutto il contrario di un uomo nichilista e violento. La sua rivoluzione è stata, negli intenti, ordinaria, quieta, tranquilla. Egli era l’uomo dell’apertura zen, dell’attenzione assoluta nei confronti delle cose, degli esseri e dei suoni. Però ogni sua mossa dava scandalo e che le sue felpate fibrillazioni si tramutavano, suo malgrado, in violenti terremoti. In un’epoca in cui anche coloro che si dichiarano frettolosamente suoi epigoni continuano a perpetuare il vecchio mito neoromantico dell’Artista e della sacralizzazione dell’Opera d’Arte, il vero scandalo di Cage continua ad essere la sua predisposizione all’ascolto, la sua democratizzazione delle graduatorie tra suoni, rumori e silenzi, il suo annullamento dell’artista in quanto tale, il suo quotidiano di spettacolare caratura. E dunque il ruolo di Cage pare quello del non-musicista, così come per Thoreau era quello del non-scrittore. Ma attenzione: è nel dettaglio di questa definizione che si determina la reale cifra del compositore americano. Infatti, a onta di tutto ciò che s’è detto in tal senso, la poetica di Cage non è affatto un negativo. Per il semplice motivo che Cage non vive affatto il dramma della negazione (più o meno controllata), non patisce il tolto. Il suo non-comporre è dunque nell’assenza, d’ogni completamento (”europeo”) positivo, cioè nell’assenza d’ogni tendenza a chiudere, a farsi autonoma e totalmente rappresentativa. Basta che ci si accorga di essere “col” e “nel” suono; che si viva nella vicinanza dell’ essere del suono. Ascoltare è dunque sinonimo di essere, vivere e curarsi. «In musica – dice Cage – dobbiamo accontentarci di aprire le orecchie. Tutto può entrare “musicalmente” in un orecchio aperto a tutti i suoni! Non solamente le musiche che noi giudichiamo belle, ma la musica che è la vita stessa. Con la musica la vita avrà sempre più senso».
A partire da queste premesse si dipana la conferenza-spettacolo con una rivisitazione del percorso cageano curata dal musicologo Valerio Corzani, contrappuntata da interventi sonori e dall’interpretazione di opere dello stesso Cage affidati a due grandi protagonisti della scena musicale contemporanea: la cantante Maria Pia De Vito e il clarinettista Gabriele Mirabassi.
Giornalista, musicologo, musicista, Valerio Corzani si è laureato in Estetica con una tesi su “John Cage e il problema multimediale”. Si occupa di musica, nuovi media, cultura giovanile e viaggi. Collabora con Il Manifesto, Alias, XL di Repubblica, World Music Magazine, Jack, Vision, Diario, Il Turismo Culturale, Slowfood, presenta programmi radiofonici per Popolare Network, per la Radio Svizzera Italiana ed è conduttore, autore e regista di Radio3 Rai. Con RadioRai collabora dal 1986 e ha firmato per le tre reti dei canali radiofonici nazionali centinaia di programmi, sia nelle vesti di conduttore che in quelle di autore, di consulente musicale e di regista. Ha diretto la rivista Dippiù e l’emittente Radio Wave ed è stato il caporedattore del portale www.vinile.com. È stato il Direttore Responsabile del magazine quindicinale Freequency. Ha insegnato “Storia del Jazz e della Fusion” presso l’”Università della Musica” di Roma, “Storia e linguaggio della radiofonia” e “Storia della canzone italiana” presso l’Accademia della critica di Roma e ha partecipato, nelle vesti di coordinatore e docente, ai corsi di formazione de “Il segnalibro” di Roma, del Museo delle Papesse di Siena, del Torino Jazz Lab, della Luciano Vanni Editore e di ArsOfficina di Ancona. Collabora dal 2000 con il Mei (Meeting Etichette Indipendenti) di Faenza e dal 2007 è il responsabile della sezione “World” della kermesse faentina.
All’attività giornalistica alterna quella di musicista. Ha suonato quattro anni con i torinesi Mau Mau (con cui ha registrato due album) e guidato il gruppo Mazapegul (tre album), ottenendo anche il riconoscimento del “Premio Tenco” e del “Premio Ciampi”. Ha fondato il gruppo Daunbailò, scrivendo i testi delle canzoni e producendo il loro primo album. Ha composto musiche di scena per spettacoli teatrali
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