I grandi anniversari Chopin e Schumann nel bicentenario della nascita – Cosenza, Teatro Rendano – Lunedì 24 maggio 2010 ore 20.30 Ingresso Libero
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1810-2010
I grandi anniversari
Chopin e Schumann nel bicentenario della nascita
Costantino Catena (pianoforte), Gabriella Iusi (violino),
Francesco Solombrino (viola), Sandro Meo (violoncello)
Musiche di Schumann
Cosenza, Teatro Rendano
Lunedì 24 maggio 2010 ore 20.30
Ingresso libero
Prosegue con successo il ciclo “I grandi anniversari: Chopin e Schumann”. Si tratta di otto concerti, programmati da aprile a settembre 2010 dal Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza per celebrare il bicentenario della nascita dei musicisti romantici, figure fondamentali della storia della musica.
I primi due appuntamenti sono stati interamente dedicati alla produzione pianistica di Chopin; dal terzo in poi la musica da camera è centrale, ma non mancano i brani per pianoforte solo, strumento prediletto di entrambi i compositori. Sarà così anche nel prossimo concerto, dedicato a Robert Schumann. Il pianista Costantino Catena eseguirà Grande Humoreske op. 20, poi si affiancherà alla violinista Gabriella Iusi, al violista Francesco Solombrino e al violoncellista Sandro Meo per il Quartetto op. 47.
Brani di grande impegno strumentale, affascinanti e molto coinvolgenti all’ascolto, che qui vengono affrontati da professionisti affermati e legati al Conservatorio di Cosenza in quanto docenti (Catena, Solombrino, Meo) ed ex allieva (Iusi), nonché dallo stesso Conservatorio invitati a creare il gruppo in occasione del ciclo di concerti.
L’appuntamento è per lunedì 24 maggio alle ore 20.30 al Teatro “Rendano” di Cosenza. Come di consueto per le manifestazioni del “Giacomantonio”, l’ingresso è libero.

Costantino Catena
Concerto 24 maggio 2010- Teatro Rendano, Cosenza
Note di sala a cura di Daniela Piraino.
R. Schumann: Grande Humoreske op. 20
Schumann in questa composizione pianistica cerca di indagare la natura dell’umorismo servendosi della musica. Per lui, l’unione tra sentimento e umorismo conduce alla “massima potenza della genialità”.
Inoltre ha la convinzione, molto diffusa all’epoca, che l’umorismo sia una categoria estetica tra le più importanti e che sia profondamente radicato nella nazione tedesca, come spiegò a un suo ammiratore.
Il brano, secondo l’autore, vuole essere “felice esaltazione del sogno e di spirito bizzarro”, ma anche “poco allegro […] malinconico”. Dunque siamo lontani dall’attuale accezione del termine umorismo.
Formalmente si presenta come una sequenza di variazioni in cui si ravvisano chiaramente derivazioni strutturali tripartite o proprie del rondò. Tuttavia una categorizzazione dell’opera sarebbe impropria; meglio parlare di sezioni in contrasto che si avvicendano rapidamente nel moto e nel carattere. Momenti sognanti, cantabili, di travolgente sensibilità si alternano ad altri di febbrile inquietudine, ansia crescente e turbinosa in un vorticoso accelerando. Tutti i contrasti hanno luogo in uno stretto ambito tonale intorno a si bemolle e sol minore. L’epilogo si identifica in una tenera meditazione cui segue una stretta coda fatta di accordi in successione cromatica discendente e spirali di semicrome alla sinistra. Scritta nel 1839, la Grande Humoreske op. 20 di Schumann è composizione dal carattere enigmatico, complesso e monumentale, capace di creare “un proprio mondo autonomo, separato dalla realtà, ma pienamente espressivo” (Charles Rosen).
R. Schumann: Klavierquartett op. 47
Scritto tra l’ottobre ed il novembre 1842- con dedica al conte russo Mathieu Wielhorsky, portato in pubblico nel 1844 ed edito l’anno seguente- il Quartetto in mi bemolle maggiore op. 47 si caratterizza per una scrittura sottilmente viva, venata di malinconia struggente, che testimonia in musica un’emozione intima e accorata.
Le suggestioni letterarie di Jean Paul e di Hoffmann, i moti romantici tesi a liberare gli istinti contraddittori dell’animo attraverso una forma generata dall’espressione, trovano in quest’opera un vero e proprio manifesto.
La composizione, contraddistinta da affascinanti intrecci strumentali, si compone di quattro movimenti: un “Allegro ma non troppo”, preceduto da una sezione “Sostenuto assai”; un breve “Scherzo: Molto vivace”; un tenero “Andante cantabile”; un “Finale: Vivace”. Quest’ultimo tempo conduce a una conclusione dalla tensione emotiva esuberante, in cui gli elementi contrappuntistici, presenti sin dal primo movimento, maturano in estensione e compiutezza, creando un effetto trascinante.
Il Quartetto op 47, come il Quintetto op. 44, è legato alla figura di Clara Wieck Schumann: in molte occasioni, è lei la prima esecutrice della musica di suo marito Robert. Pianista di straordinario valore, Clara è l’interprete perfetta per musiche quali il terzo movimento del Quartetto, pagina ispirata e di profondo lirismo, all’apice dell’espressività musicale di Schumann.
Master Class per Trombone e Ottoni – M° Andrea Conti – 19/21 maggio 2010 – Aula Magna del Conservatorio di Cosenza
| 19 maggio 2010 | a | 21 maggio 2010 |
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Master Class per Trombone e Ottoni
M° Andrea Conti
19/21 maggio 2010
Aula Magna del Conservatorio di Cosenza
Il Conservatorio di Cosenza continua a ospitare musicisti di livello internazionale, che al “Giacomantonio” tengono corsi di alta specializzazione. Dal 19 al 21 maggio è programmata la Master Class per Trombone e Ottoni dedicata al repertorio del trombone solistico. A tenerla sarà uno specialista di valore riconosciuto e di consolidata esperienza. Si tratta del Maestro Andrea Conti, trombonista dal curriculum ricchissimo per quanto riguarda sia il concertismo sia la didattica. Tra l’altro, attualmente riveste il ruolo di primo trombone nell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma ed è docente presso la Scuola Universitaria del Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano.
La Master Class è aperta a studenti ed ex studenti di tutti i Conservatorio, che potranno frequentarlo il qualità di effettivi o uditori.
Per informazioni, iscrizione, curriculum M° Conti: http://afamcosenza.altervista.org/masterclasses/masconti.pdf
I grandi anniversari – Concerto del Trio Marsili – Chopin e Schumann nel bicentenario della nascita – Cosenza, Teatro Rendano – Lunedì 17 maggio 2010 ore 20.30
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1810-2010
I grandi anniversari
Chopin e Schumann nel bicentenario della nascita
Concerto del Trio Marsili
Pino Murano (violino), Valeria Carnicelli (violoncello) Antonella Calvelli (pianoforte)
Musiche di Chopin, Schumann
Cosenza, Teatro Rendano
Lunedì 17 maggio 2010 ore 20.30
Ingresso libero

Nuovo appuntamento del ciclo “I grandi anniversari: Chopin e Schumann”, in programma da aprile a settembre 2010. Il Conservatorio di Cosenza ha organizzato la serie di otto concerti per celebrare il bicentenario della nascita di due fra i maggiori esponenti del Romanticismo musicale, nati entrambi nel 1810.
Lunedì 17 maggio al teatro Rendano (ore 20.30, ingresso libero) si esibirà il Trio Marsili, composto da Pino Murano al violino, Valeria Carnicelli al violoncello e Antonella Calvelli al pianoforte. Due i brani in scaletta. Il primo è un pezzo di rara esecuzione, rispolverato dal Trio Marsili per l’occasione celebrativa. Si tratta del Trio in sol min. op.8, un lavoro giovanile di Fryderyk Chopin. Il pianoforte vi gioca un ruolo preponderante, tuttavia non mancano momenti che rivelano l’attenzione dell’autore all’impasto timbrico dei tre strumenti.
Di ben altra fattura è il Trio n.1 op. 63, composto nell’aprile del 1847 da un Robert Schumann in preda a problemi psicologici, ma comunque compositore maturo capace di una scrittura sapiente e ricca di inventiva.
Il Trio Marsili, che prende il nome da un vulcano sommerso nelle acque del Tirreno calabrese, è stato costituito a Cosenza nel 2006. Da allora svolge un’intensa attività esibendosi per importanti associazioni concertistiche. Il suo vasto repertorio comprende, oltre ai citati Schumann e Chopin, musiche di Haydn, Beethoven, Schubert, Mendelssohn, Brahms, Fauré, Debussy, Turina e gli italiani Martucci, Casella, Margola.
Notte dei Musei fra suoni e visioni – Cosenza, Palazzo Arnone

La Notte dei Musei 2010, programmata dal Ministero dei Beni Culturali in diverse città italiane fra cui Cosenza, si svolgerà sabato 15 maggio. Il Conservatorio di musica “Stanislao Giacomantonio”, che contribuì allo straordinario successo dell’edizione 2009- quando i cosentini, anche grazie all’attrattiva costituita dai mini concerti, visitarono in gran numero e in taluni casi per la prima volta Palazzo Arnone- rinnova la sua collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria. Dalle ore 20 fino a mezzanotte circa, docenti e studenti dell’Istituto riempiranno di musica le sale espositive e gli spazi esterni della Galleria Nazionale, che ha sede a Colle Triglio, nel centro storico di Cosenza, in un edificio del Cinquecento che fu tribunale e carcere.
Una cinquantina di esecutori, fra cui la flautista tedesca Susanna Hoffmann e la pianista russa Elina Cherchesova, si alterneranno esibendosi ogni 20 minuti circa da diverse postazioni. Dal flauto di Daniela Troiani, che aprirà la serata alle ore 20 fra i dipinti del Seicento, fino ai giochi teatrali tra parole e musica a cura di Maria Luisa Bigai, che avranno inizio alle ore 23.30 nel Salone delle Udienze. E ancora: quartetto di sassofoni, trio di arpe celtiche, pianoforte, archi, fiati, voci, ensemble barocco con strumenti d’epoca come clavicembalo e flauto dolce.
I visitatori saranno invitati a compiere un percorso nel contempo visivo e sonoro. Sarà possibile ammirare la ricca collezione permanente di Palazzo Arnone – dalle tavole cinquecentesche di Marco Tardisco, Pietro Negroni e Marco Pino, alle tele di Mattia Preti, Luca Giordano e il Baciccio, fino alla scultura del Novecento firmata da Emilio Greco- mentre si ascoltano musiche di vari generi e stili. Beethoven e Joplin, Bach e Piazzolla, la polifonia rinascimentale, le melodie popolari irlandesi e altro ancora, in una Notte che si preannuncia emozionante e ricca di suggestioni.
Per l’occasione l’ingresso a Palazzo Arnone è libero.
Seguono: programma dettagliato dei momenti musicali a cura del Conservatorio di Cosenza; percorso e orario bus navetta.
Si allega: immagine Notte dei Musei 2009
Notte dei musei 2010- Programma musicale
Fra i dipinti del Seicento
Ore 20,00
Pour une communion sereine de l’être avec le monde
Flauto solo – Daniela Troiani
Musiche. C.P.E. Bach Sonata in la minore: Poco adagio, Allegro, Allegro. C. Galante Amaryllis belladonna (da Il Catalogo dei Fiori). S. Mercadante Aria variata su “Là ci darem la mano” (dal Don Giovanni di Mozart). G. Ph. Telemann Fantasia in re minore: Dolce, Allegro, Spiritoso. A. Jolivet Pour une communion sereni de l’etre avec le monde (da Cinq Incantation)
Ore 20,40
In duo
arpa – Rosaria Belmonte; clarinetto – Valeria Procopio
Musiche. A. Lemeland Capriccio.
Androne d’ingresso: musica dalla balconata
Ore 21
Ensemble corale
direttore Luciano Luciani
Musiche. J. Des Pres El grillo. D. Bartolucci Adorna thalamum. O. Vecchi Capricciata. D. Bartolucci Ave maria. E. Toch Geographical fugue
In cortile: musica dalla gradinata
Ore 21,20
Quartetto di sassofoni
sax soprano – Giovanni De Luca; sax alto – Francesco Todaro; sax tenore – Danilo Perticaro; sax baritono – Francesco Caligiuri.
Musiche. J.S. Bach Aria sulla quarta corda. V. Palermo Pinksong. A. Piazzolla Libertango. C. Debussy Il piccolo negro. S. Joplin The Entertainer. P. Desmond Take Five.
Ore 21,40
Alarico Flute Ensemble
Maria Teresa Cignola, Cosimina Antonella Conforti, Francesca Sabrina Donato, Alessia Frappi, Carmine Guido, Massimo Lupinacci, Rosa Mazzei, Maria Ilaria Montenegro, Maria Luisa Pagnotta, Fabiano Angelo Panza, Luca Petrone, Claudia Pochini, Salvatore Reale, Lucia Salerno, Alessandro Scofano, Eugenio Termine, Iride Varani.
Musiche. G. Veit Capriccio. E. J. de Nazareth Apanhei-te Cavaquinho. A. Vivaldi I Tempo da La Primavera, dalle Quattro stagioni. B. Holcombe Heads up.
Fra le carrozze nell’androne d’ingresso
Ore 22,15
Trio di arpe celtiche
Rosaria Belmonte, Fiorella Terranova, Elena Vetere
Musiche. R. Myrdhin Recontre (forme de danse gavotte). Enya Fairytale. Tradizionale irlandese Port ui Mhuirgheasa (danza del fuoco). R. Myrdhin Andro. Tradizionale irlandese Down by the salley gardens. Tradizionale irlandese Scarborough Fair. Enya Wild Child. R. Myrdhin Koad Kerhalleg.
Salone delle udienze
Ore 21,00
Pianoforte solo
Elina Cherchesova
Musiche. A. Skryabin Verso la fiamma. S. Rachmaninov Preludio in do minore. F. Chopin Studio op.10 n.1. O. Messiaen Due sguardi da “Venti sguardi al bambino Gesù”.
Ore 21,20
In trio
pianoforte – Andrea Bauleo, clarinetto – Antonio Fasano, violoncello – Francesca Fiore
Musiche. L. van Beethoven Trio op.11: Allegro con brio, Adagio, Allegretto con variazioni.
Ore 21,45
Sonare et cantare
violini barocchi – Cristiano Brunella, Antonella Curcio; soprano – Francesca Aspromonte; violoncello barocco – Fausto Castiglione; clavicembalo – Cristina Gargiulo; flauti dolci – Susanna Hoffmann, Daniela D’Ambrosio, Annalisa De Simone.
Musiche. A. Caldara Sonata in re min.Op 2 N.1 per due violini e basso continuo: Preludio-Allemanda-Allegro-Corrente-Giga. A. Scarlatti Clori mia, Clori bella Cantata per soprano, flauto dolce e basso continuo A. Corelli Ciaccona dalla Sonata da camera a tre in sol magg. per due violini e basso continuo. A.Scarlatti Augellin, vago e canoro. Cantata per soprano, due flauti dolci e basso continuo G. Frescobaldi Se l’aura spira. Aria per soprano, violino, flauto e basso continuo.
Ore 22,20
Pianoforte solo
Margherita Capalbo
Musiche. F. Chopin Ballata n.2 op.38. C. Debussy Due studi.
Ore 22,45
In duo
violino – Alessandro Acri; pianoforte Angelo Marino
Musiche: G. Tartini-F. Kreisler Trillo del diavolo. P. Sarasate Zingaresca.
Ore 23,10
In trio
pianoforte – Rossana Lanzillotta; clarinetto – Stefano Cinnirella; violoncello – Martina Biondi.
Musiche. L. van Beethoven Trio op.11: Allegro con brio, Adagio, Allegretto con variazioni.
Ore23,30
Te le dico anzi le canto!- giochi teatrali tra parole e musica
Con Andrea Bosa, Selena Covello, Annalisa Critelli, Angela Medici, Stefania Mobilio, M. Ilaria Montenegro, Federica Pizzuti, M.Carmen Rizzuti, Antonella Terranella. Coordinamento di Maria Luisa Bigai.
Musiche di W.A. Mozart/Da Ponte; Performing on R. Queneau
NAVETTA “LA NOTTE DEI MUSEI”
L’Amministrazione Comunale di Cosenza informa che l’Amaco provvederà al servizio di bus navetta secondo questi percorsi e orari:
Piazza dei Bruzi – Via S. Quattromani – Corso Telesio – Piazza XV Marzo – Corridio interno della Villa Vecchia Comunale – Via Petrarca – Piazza L. Cribari – Ponte San Lorenzo – Via dei Martiri (Museo Brettii) – inversione Rifornimento Q8 – Rione Massa – Via Marini Serra – Salita Tribunali – Palazzo Arnone – Via V.zo Gravina – San Francesco di Paola – Via Alarico – Piazza G. Mancini – Via XXIV Maggio – Via L. Maria Greco – Viale L. Fera – Piazza Zumbini – Rotatoia Sottoelevata – Piazza Zumbini – Via N. Serra – Via Caloprese – Piazza Bilotti – Via degli Alimena – Via Monte Santo – Piazza dei Bruzi –
O R A R I
Piazza dei Bruzi Palazzo Arnone Piazza Zumbini
20.00 20.10 20.30
20.45 20.55 21.15
21.30 21.40 22.00
22.15 22.25 22.45
23.00 23.10 23.30
23.45 23.55 0.15
0.30 0.40 1.00
1.15 1.25 1.45
2.00
Da novembre nuovo Direttore: eletta Antonella Calvelli

La candidatura unitaria rivela inequivocabilmente la consolidata armonia che vige nell’Istituto, e lascia bene sperare per il proseguimento del momento felice che sta attraversando il Conservatorio “Giacomantonio”: una fase di notevole sviluppo, produttività e relazioni internazionali, come riconosciuto negli ambienti musicali qualificati.
Ecco la prima dichiarazione della neo eletta: «Ringrazio i colleghi per la larga testimonianza di stima e di fiducia espressa nei miei confronti. Ritengo che il risultato elettorale vada letto come il giusto riconoscimento all’attività svolta dall’attuale Direzione. Quindi- conclude Calvelli- insieme alla profonda gratitudine per Giorgio Reda, esprimo la volontà di lavorare nel segno della continuità per non disperdere, e anzi valorizzare, il patrimonio di esperienze e di risultati che il Conservatorio ha ottenuto negli ultimi anni».
«Esprimo la mia grande soddisfazione per l’elezione di Antonella Calvelli- ha dichiarato il Direttore in carica Giorgio Reda- A lei vanno i miei calorosi auguri. L’intera istituzione si è identificata con convinzione nella sua candidatura, riconoscendole competenza, cultura ed equilibrio. Il nostro Conservatorio ancora una volta ha mostrato solida coesione e capacità di guardare al futuro con ottimismo».
Antonella Calvelli, nata a Cosenza nel 1965, ha compiuto gli studi presso il Conservatorio della sua città, conseguendo con lode il Diploma in Pianoforte all’età di 18 anni. Vincitrice di numerosi concorsi pianistici nazionali e internazionali, svolge un’intensa attività concertistica. Dal 1983 è docente di Pianoforte, dal 2005 componente del Consiglio Accademico, dal 2006 al 2009 ha ricoperto l’incarico di vicedirettore a fianco di Giorgio Reda.
I grandi anniversari – Chopin e Schumann nel bicentenario della nascita – Cosenza, Teatro “A. Rendano” – Lunedì 10 maggio 2010 ore 20.30
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1810-2010
I grandi anniversari
Chopin e Schumann nel bicentenario della nascita
Lorenzo Parisi, Eugenio Prete (violino),
Giuseppe Pisciotta (viola),
Costanza Persichella (violoncello)
Tatiana Malguina, Rodolfo Rubino (pianoforte)
Musiche di Chopin, Brahms, Schumann
Cosenza, Teatro “A. Rendano”
Lunedì 10 maggio 2010 ore 20.30
Ingresso libero
Dopo due concerti dedicati entrambi interamente all’opera pianistica di Fryderyk Chopin, il prossimo programma si presenta variegato. Si ascolterà il pianoforte solista in due brani di Chopin, il delicato Notturno in do diesis opera postuma e la celebre Polacca op. 53 “Eroica”. L’interprete sarà Rodolfo Rubino, il quale sarà impegnato con Tatiana Malguina nelle Variazioni su un tema di Robert Schumann op.23 per pianoforte a quattro mani, composte nel 1861 da Johannes Brahms per omaggiare il suo maestro.
Nel Quintetto in mi bemolle maggiore op. 44 Schumann affianca il pianoforte al quartetto d’archi. E realizza nel contempo un accostamento a quei tempi inedito - era il 1842- e una interessante composizione da camera, oggi fra le più eseguite ed apprezzate del periodo romantico. Il brano sarà eseguito da Lorenzo Parisi ed Eugenio Prete (violini), Giuseppe Pisciotta (viola), Costanza Persichella (violoncello) e Rodolfo Rubino (pianoforte).
L’appuntamento è fissato al Teatro Rendano di Cosenza lunedì 10 maggio alle ore 20,30. L’ingresso è libero.
Seguono: curricula degli esecutori; note illustrative dei brani.
Lorenzo Parisi
-violino-
Lorenzo Parisi allievo del M° Riccardo Brengola, si è diplomato in violino presso il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro, proseguendo la propria formazione, dal 1989 al 1994, con Pavel Vernikov. In quegli anni, numerosissimi sono stati gli incontri con altri autorevoli maestri (Z. Giles, I. Gruber, A. Lieberman, S. Kimanen, B. Rigutto, A. Specchi, R. Rudin che gli hanno consentito di approfondire lo studio del violino e della musica da camera. Ampia e qualificata la carriera professionale in orchestra (Orchestra Rossini di Pesaro, Orchestra Romana Internazionale, Orchestra da Camera d Belluno, Orchestra Philharmonia Mediterranea, Orchestra da Camera di Bruxelles, ecc.). Fra tutte tutte le attività spicca quella svolta con CARME, con cui ha suonato in alcune delle sale più prestigiose d’Italia (Milano: Sala Puccini — Ferrara: Palazzo dei. Diamanti) e di Francia (Strasburgo: Palais de la Musique et des Congrès, Digione: Teatro Municipale). Vincitore nel 1991 di una borsa di studio della CEE ha collaborato da solista con musicisti di fama internazionale come F. Cusano, Jimanen e A. Bonucci; ed in orchestra con illustri direttori e strumentisti quali Muller, Franci, Canpori, Sasson Gardford, Pradella, Mayer, Rossi, Oppitz, Carmignola, ecc. Ha suonato a Milano, Roma, Venezia, Bologna, Bolzano, Pisa, Trento, Pesaro, Ferrara, Sassari ecc., ed all’estero in Spagna e Francia. Ha registrato per la RAI da solista e con orchestra. Suona un Antonio Sgarbi del 1909.
Eugenio Prete
-violino-
Eugenio Prete, nato a Cosenza nel 1975, si è diplomato in violino presso l Conservatorio d Musica di Cosenza. Successivamente ha proseguito gli studi con i maestri Moench e Tortorelli. Nel 1997 ha frequentato il corso di alta specializzazione nella prolessione d’orchestra presso il Teatro “Alla Scala” organizzato dall’Associazione Orchestra Filarmonica della Scala e nell’anno successivo ha suonato nell’orchestra Accademia Filarmonica della Scala sotto la direzione dei maestri Muti, Temirlzanov, Sinopoli, Fasolis, Gelmettj, ricoprendo il ruolo di primo violino di fila. Ha collaborato dal 1997 al 2001 con l’orchestra “Philarmonia Mediterranea”durante le stagioni liriche e sinfoniche del Teatro “Rendano” di Cosenza. È laureato in filosofia e specializzato in musicoterapia.
Giuseppe Pisciotta
-viola-
Giuseppe Pisciotta si è diplomato brillantemente in viola presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia nel 1994 e nel 2006 in violino presso il Conservatorio “S. Giacomantonio” di Cosenza. Perfezionatosi sotto la guida dei maestri A. Bartoletti, A. Vismara, J. Savafi e 11. Kraemer, ha partecipato ad importanti Festivals internazionali tra cui il XIV Festival dell’Abbaye d’Ambronay (Francia), festival S. Gazzelloni (FR), Pahni (RC) etc. Ricopre il ruolo di Prima viola nell’Orchestra Sinfonica la “Grecia”, con la quale nel 2002 ha effettuato una tournèe in Canada. Ha collaborato con i seguenti solisti: V. Mariozzi, E. Bronzi, F. Salime, M. Tortorelli, S. Formenti, A. Vismara, M. Larrieu, C. Gasdia, M. Ancillotti, 5. Cappellini, A. Bartoletti, M. Gatti, D. Rivera. Ha partecipato a registrazioni radiofoniche con il Gruppo “Le Concert de Nation” diretti da J. Savall per Radio France 2. Viola del quartetto Aura, del quintetto con chitarra Musica Insieme, del trio “I Birilli”, dell’Ensemble barocco l’Estro Armonico, svolge un’intensa attività cameristica suonando in numerosi teatri italiani e collaborando anche con importanti jazzisti come C. Santucci, G. Monari, G. Rosciglione, Y. Sannino. All’attività di strumentista affianca quella di direttore d’orchestra di gruppi da camera e sinfonici, tra cui l’ensemble “Pierrot Lunaire” di cui è fondatore e l’orchestra sinfonica di Kiev (Ucraina) collaborando con affermati solisti come: D. Rivera, M. Tortorelli, A. Ruggiero.
Costanza Persichella
-violoncello-
Costanza Persichella, nata nel 1991, inizia lo studio del violoncello all’età di otto anni sotto la guida del M° Fausto Castiglione. Primo premio assoluto come solista in numerosi concorsi e rassegne nazionali ed internazionali, tra cui Euterpe di Corato (BA), Cetraro, Cerisano, AmaCalabria, MusicAtri di Teramo, Città di Paola, Mendelssohn Cup di Taurisano (LE), Ravenna 2000 “Benedetto XIII” di Gravina in Puglia (BA) e il “Vittorio Veneto” (TV). Vincitrice di diversi concorsi anche come componente di gruppi da camera. Si è esibita in occasione del “Premio Italiani nel mondo” trasmesso da Rai 1, a Roma nel Concerto del 23 settembre 2003, invitata dal violinista Uto Ughi, e nel mese di gennaio 2004 a Venezia ed a Roma, con i solisti della Cà d’oro diretti dal M° G. Zampieri. Ha partecipato in Piemonte al Festival della Via Francigena suonando con l’orchestra di Cellomania diretta da J. P. Latil. Si è esibita come solista alla Accademia “Chopin” di Godollo.Budapest (Ungheria), al primo workshop italiano degli strumenti ad arco a Pracatinat (TO) e alla 14^ Convention mondiale Suzuki (Torino) e ha collaborato con l’orchestra da camera della Campania per il “Festival internazionale di Pompei” realizzando un DVD. Diplomata in violoncello, attualmente studia con Luigi Piovano, 1° violoncello 0lita dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia d Roma, con il quale ha seguito diversi Corsi di Perfezionamento: Lanciano, Montesilvano, Roccaraso e nel 2008 a Montepulciano dove ha partecipato all’esecuzione integrale delle sei suites d J. S. Bach.
Tatiana Malguina
-pianoforte-
Tatiana Malguina ha iniziato giovanissima lo studio del pianoforte. Nel 1989 ha terminato lodevolmente, nella classe della professoressa Galina Bolkhovitinova, il corso di piano del Liceo Musicale di Riazan. Nello stesso anno ha vinto il concorso per l’ammissione al conservatorio statale “L.V.Sobinov” di Saratov nella classe del Maestro Natan Benditsky (alunno di S. Nehaus), sotto la cui guida si laurerà brillantemente nel 1994. Su invito delle autorità di Riazan ha insegnato nella qualità di Konzertmaister nel liceo musicale della città e ha intrapreso una attività concertistica che l’ha portata ad esibirsi in vari centri musicali russi. Nel 1997, accettando l’invito per insegnare pianoforte nel conservatorio di Ponta Delgada ha intrapreso una serie di tournées di concerti in tutto l’arcipelago azzoriano (Museu Carlos Machado di Ponta Delgada, Palácio de Sant’Ana de Ponta Delgada, Teatro Municipal de Ribeira Grande, Casa da Cultura de Santa Cruz, ecc.), in Portogallo continentale (CCB, Teatro Gil Vincente di Coimbra, Biblioteca Joanina, CAE di Figueira da Foz, Palácio Foz di Lisbona, ecc.) e in Italia, ottenendo sempre lusinghieri successi di pubblico e di critica.Nel 2004 è stata invitata dalla “Casa da Cultura” di Coimbra a commemorare il celebre compositore portoghese Carlos Seixas con un concerto-conferenza e nel 2006 ha commemorato l’anniversario mozartiano con un concerto per i “Festivais de Outono” nell’antico Museo di “S. Joana” di Aveiro.È da rilevare la sua intensa collaborazione, in formazioni da camera, con il pianista Rodolfo Rubino, il violinista Grigory Spector e la flautista Alessandra Giura Longo.Ha insegnato nei conservatori di Ponta Delgada, Figueira da Foz, Coimbra, Aveiro e molti dei suoi alunni sono risultati vincitori di concorsi nazionali ed internazionali.
Rodolfo Rubino
-pianoforte-
Rodolfo Rubino ha iniziato lo studio del pianoforte con suo padre e si è diplomato in Pianoforte con il massimo dei voti e la lode presso il conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli nella classe della Signora Anna Maria Pennella. Ha poi continuato il suo percorso di studi col Maestro Boris Bekhterev a Bologna. Successivamente, presso l’Accademia di Santa Cecilia di Roma ha conseguito, brillantemente, il diploma del Corso di Perfezionamento Triennale di Pianoforte, tenuto dal Maestro Sergio Perticaroli, del quale ha anche seguito i corsi di perfezionamento al Mozarteum di Salisburgo.Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e si è imposto in diversi concorsi pianistici nazionali ed internazionali (Medaglia d’oro della Regione Calabria, Premio Paulella -Napoli, Trofeo Ernesto Cop – Messina, AMA Calabria -Lamezia Terme, FIDAPA di Catanzaro, “Ennio Porrino”- Cagliari, “Pietro Napoli”- Livorno, Coppa Pianisti d’Italia – Osimo, “S. Rachmaninoff”- Morcone, Premio Europa – S.Marco di Castellabate, “Paolo Denza”-Capri, ecc.). E’ stato definito enfant prodige dalla stampa specializzata, in occasione della trasmissione di una puntata, che lo vedeva giovanissimo protagonista, dello storico programma televisivo di RAI 1 “Voglia di Musica” e ha suonato in tutte le più importanti città italiane e per alcune delle più importanti associazioni musicali. In campo europeo si è presentato al pubblico austriaco, francese, russo e portoghese. In Portogallo, paese in cui ha vissuto diversi anni, ha suonato nel CCB, nel Palácio Foz di Lisbona, nella Casa da Cultura di Coimbra, nella Biblioteca Joanina dell’Università di Coimbra, nel Teatro Gil Vincente di Coimbra, nel Centro Arte e Espectáculo di Figueira da Foz, nel Paço de Maiorca, nel Palacio de Sant’Ana di Ponta Delgada, nel Teatro Municipale di Angra do Eroismo, nella Cedar House de Aorta e in tutte le isole Azzorre). Nel 2002, ospite del Festivais dos Outonos de Aveiro dedicato a Franz Liszt, ha interpretato tutti i Dodici Studi Trascendentali del grande compositore magiaro in unica serata, ottenendo unanimi consensi di pubblico e di critica. Da qualche anno forma con Tatiana Malguina un duo pianistico molto apprezzato. Rodolfo Rubino ha registrato musiche di Chopin e di Liszt per la Rai Radiotelevisione italiana e per Radio Tre. Recentemente ha partecipato alla realizzazione del CD Musicisti Calabresi, prodotto dal Il Quotidiano della Calabria.Già docente di pianoforte e di musica da camera nei conservatori di Sassari, Ponta Delgada, Figueira da Foz, Coimbra ed Aveiro è, da tre anni, titolare della cattedra di Pianoforte Principale presso il Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza.
CONCERTO- Quintetto pf/ archi, 10 maggio 2010.
Note di sala a cura di Daniela Piraino
J. Brahms Variazioni su un tema di R. Schumann op.23 per pianoforte a quattro mani
Queste dieci Variazioni, composte nel 1861, risalgono allo stesso periodo in cui vedono la luce le Variazioni su tema di Händel op. 24, per pianoforte solo.
Ispirata dal solenne contegno del tema di Robert Schumann, l’intenzione commemorativa di Brahms nei confronti dell’adorato maestro si esprime attraverso pagine di musica di rara bellezza. Il tema- una melodia sommessa, intima- è variato ed elaborato con tratti spesso commoventi per profondità e intensità.
F. Chopin Notturno in do diesis opera postuma
Il Notturno in do minore composto nel 1837 non reca numero d’opera. Si caratterizza per l’estrema raffinatezza nell’esposizione della melodia, quasi riflesso del grande fascino che esercitava su Chopin il bel canto italiano, sempre molto apprezzato dal compositore polacco.
I Notturni sono l’esemplare espressione della personalità e della sensibilità artistica di Chopin: da questi brani emerge la sua indole tipicamente romantica, il suo essere poetico, sognatore e al contempo impulsivo. Da John Field, compositore irlandese nato nell’ultimo ventennio del diciottesimo secolo, Chopin mutua l’idea generale del Notturno: una monodia nettamente cantabile ed ornata, modellata sull’arte dei grandi cantanti italiani, dal carattere dolce, talvolta dolente, accompagnata da ampi arpeggi. La differenza nel comporre è immediatamente evidente rispetto a Field: la fioritura è gestita non già a mò di ornamento, ma diventa parte della melodia, s’immedesima in essa ed è continuamente variata.
F. Chopin Polacca op. 53 “Eroica”
Il brano, composto nel 1842, venne pubblicato a Lipsia nel 1843 e tre anni dopo a Londra. Noto col sottotitolo esplicativo di “Eroica”, l’opera 53 rappresenta il modello più avvincente di polacca. Non a caso è l’opera più eseguita della serie.
È una pagina di musica veemente e tumultuosa, soprattutto nel marziale episodio centrale scandito dall’ostinato delle veloci ottave di semicrome affidate alla mano sinistra ( in compositore indica “sempre staccato, pianissimo e senza accelerare”) che evoca una trionfale marcia tragica e prepara l’atmosfera al ritorno del maestoso frontespizio d’avvio.
R. Schumann Quintetto in Mi bemolle maggiore op. 44 per pianoforte e archi
Con dedica a Clara, fu pubblicato da Breitkopf & Hartel già l’anno successivo alla sua composizione, avvenuta tra il settembre e il novembre del 1842. Il Quintetto in mi bemolle maggiore op. 44, l’unico che riunisca il pianoforte e la classica formazione del quartetto per archi, si erge come un lavoro superbamente riuscito, tanto spontaneo e toccante nell’emozione quanto equilibrato e chiaro nella sua estensione ed articolazione. Clara, dedicataria e prima interprete, lo giudicava a ragione «magnifico, pieno di forza e di freschezza».
Il primo movimento è un “Allegro brillante” che presenta un tema colmo di impeto affidato ai cinque strumenti, ed un secondo tema -poeticamente amoroso ed esposto in un “piano”- che si presta a un’espressione in forma di dialogo.
Il secondo movimento, “In modo d’una Marcia”, è di una straordinaria essenzialità di scrittura. Coinvolgente lo Scherzo: molto vivace, avviato dal pianoforte con un disegno melodico ascensionale brillante e vivace. Determinato il movimento finale,”Allegro, ma non troppo“, imparentato nel clima al primo tempo, tanto da impiegarne il tema iniziale in una radiosa sezione fugata che conduce direttamente alle battute conclusive.
1810-2010 – I grandi anniversari – Chopin e Schumann nel bicentenario della nascita – Concerto del pianista Angelo Guido
1810-2010
I grandi anniversari
Chopin e Schumann nel bicentenario della nascita
Concerto del pianista Angelo Guido
Musiche di Fryderyk Chopin
Cosenza, Teatro Rendano
Venerdì 30 aprile 2010 ore 20.30
Ingresso libero
Con questo ciclo il Conservatorio offre la possibilità di ascoltare dal vivo un’ampia scelta delle pagine pianistiche e della musica da camera scritta da Fryderyk Chopin e Robert Schumann nella prima metà dell’Ottocento.
Gli esecutori sono principalmente docenti dell’Istituto. Tra questi Angelo Guido, protagonista del secondo appuntamento. Venerdì 30 aprile al Rendano alle ore 20. 30 il M° Guido eseguirà al pianoforte le Quattro Ballate, lo Scherzo op. 31 e la Polacca Fantasia op.61 di Chopin. Un programma monografico, di grande impegno per l’esecutore e di sicura presa sul pubblico, dedicato al “poeta” del pianoforte, come è definito il compositore polacco.
Come di consueto per le manifestazioni organizzate dal Conservatorio di Cosenza, l’ingresso è libero.
In allegato Curriculum Angelo Guido
Note di sala a cura di Daniela Piraino
F. Chopin: Le quattro Ballate
Al limite tra quadro e poema, il contenuto delle Ballate di Chopin oltrepassa i limiti della perfezione musicale, dice lo studioso J. Iwaszkiewicz. La loro novità sta nell’essere strettamente strumentali: non fanno rifermento ad alcun testo letterario, infatti. È certo che Chopin rimase colpito, affascinato dalle Ballate letterarie di Mickiewicz nel loro aspetto lirico, epico e fantastico. Su questo costruì la sua musica, non già sui versi. Espressioni di un sentimento personale, sono composizioni in cui sembra “si compendi l’intera personalità di pianista e di compositore di F. Chopin”, sostiene Gastone Belotti. Scritte in un decennio, in piena maturità artistica – dal 1835- le Ballate sono opere considerate “architettoniche” per eccellenza per la loro complessità espressiva, per intensità e valore stilistico.
La Ballata n 1 op. 23 ha un’introduzione lenta, che ricorda vagamente un recitativo, in una tonalità che fa pensare più al la bemolle maggiore che al sol minore, cui segue il primo tema dal carattere narrativo. Il vero soggetto della ballata è il secondo tema, che nelle sue ripetizioni cambia veste divenendo da lirico appassionato, impetuoso, epico. Prima della coda conclusiva viene ripresentato il tema iniziale, che conferisce al brano una struttura ad arco. Di quest’opera Schumann disse che è “una delle più selvagge e caratteristiche mai scritte da Chopin”. L’elaborazione della Ballata n. 2 op. 38 – dedicata a R. Schumann – fu alquanto lunga e travagliata. Probabilmente era già abbozzata ampiamente nel 1836 quando Chopin la eseguì in concerto, ma venne completata definitivamente soltanto nel 1839 e pubblicata nel 1840. Tutti gli autori che si sono occupati delle opere chopiniane sono concordi nell’individuare, per questa Ballata, il poema di Mickiewicz che la avrebbe ispirata: Switez, nome di un piccolo lago lituano vicino a Nowogrodek, nel quale la leggenda narra che le fanciulle della cittadina si sarebbero gettate per sottrarsi alla violenza delle milizie russe assalitrici. Alla prima parte della ballata, popolaresca, narrativa, segue una seconda sezione tumultuosa, quasi a prevedere l’ingresso di un elemento demoniaco nel racconto leggendario. La coda sfrutta come sempre il virtuosismo, la melodia va a infrangersi su un accordo dissonante e sforzato cui segue una pausa di croma e riemerge il tema iniziale, stavolta in la minore. Poche battute che si spengono in un piano, fino al silenzio. Gli appunti iniziali della Ballata n.3 op. 47 furono abbozzati nella seconda metà del 1840, e definitivamente portati a compimento nel 1841. Anche questa ballata si fonda su episodi contrapposti, benché il contrasto risulti meno netto della seconda e si può rintracciare un preciso riferimento letterario- come per l’op. 38- a Switezianka, riscrittura della favola Undine, che attinge alla leggenda popolare russa Rusàlka del barone Friedrich La Motte-Fouquè. Nell’inizio della Ballata op. 47si identificherebbe il “tenero dialogo tra il cacciatore (o viandante) e la misteriosa giovane in riva al lago, mentre il finale rimanderebbe alla loro tragica fine” (M. Pessina). Maurice Bourges la definì “una delle composizioni più complete. La sua flessibile fantasia vi si è espressa con una magnificenza non comune, in un felice concatenarsi di periodi armoniosi e cantabili, calorosamente animati da rara vitalità. È poesia tradotta, superlativamente tradotta, in suoni”.
La Ballata n.4 op. 52 è per Huneker “all’altezza delle più straordinarie concezioni dell’arte; un magnifico poema polifonico di modernità assoluta.”. La mano destra suona nove “sol”sorretti da un abbraccio melodico sussurrato dalla mano sinistra; quasi nove rintocchi propri di un’eco lontana riscaldano l’animo dell’ascoltatore, accompagnandolo con calore appassionato sin dall’inizio verso un turbamento emotivo di dolcissima eloquenza sonora- a cui sarebbe sacrilego e riduttivo affiancare parole- che si effonde per tutta la durata del pezzo. Incredibilmente complessa la coda finale: un turbine sonoro di venticinque battute che procede senza pause in accelerando fino alla fine del brano; l’apoteosi della letteratura pianistica, della tecnica, del carattere e dell’intensità emotiva alberga in queste pagine.
F. Chopin- Scherzo op. 31
È del 1837 la pubblicazione dello Scherzo n.2 op 31 in si bemolle minore, dedicato alla contessa Adele de Fürstenstein, allieva di Chopin. Famosissimo e tra i più eseguiti, lo Scherzo è di difficilissima interpretazione per la ricchezza tematica, per la necessità di una maturità musicale, nonché perizia tecnica ed espressiva notevoli. Von Lenz ricorda che Chopin non era mai soddisfatto dell’esecuzione dell’op. 31 da parte dei suoi allievi: le terzine iniziali sentenziava sempre non essere mai abbastanza interrogative; quella era ritenuta la “chiave di tutta l’opera”. Le caratteristiche dello Scherzo chopiniano sono tutte evidenti, in quest’opera: tema breve e ritmico in apertura seguito da un tema disteso e cantabile; violenti contrasti dinamici. Schumann paragonò questo Scherzo ad un poema di Byron “così traboccante di tenerezza, audacia, amore e disprezzo”. Nella coda la tensione emotiva è esasperata e conclude il pezzo in un clima altamente passionale e drammatico.
F. Chopin: Polacca Fantasia op.61
La Polacca, “poema epico di grande potenza“ secondo Belotti, è un genere che Chopin praticò per quasi quarant’anni e che nacque dal ritmo di un’antica danza d’origine contadina, praticata ancora a fine Ottocento sia in Polonia che nelle feste nobiliari russe. L’evoluzione del carattere della composizione è direttamente proporzionale, in Chopin, alla maturazione della sua produzione artistica e al suo connubio con gli eventi personali e politici dell’epoca. L’op.61appartiene al periodo in cui la composizione chopiniana diviene strumento di reminiscenza e nostalgia. È malinconia. L’idea di danza, pertanto, assume un tono meno spensierato, più lontano dalle peculiarità del genere. Composta nel 1845 e pubblicata un anno più tardi, -con dedica a M. me A. Veyret, amica di Chopin e George Sand,- la Polacca Fantasia rivela una scrittura pianistica grandiosa, di tipo sinfonico. Il doppio titolo è giustificato dalla consapevolezza ormai matura di una produzione lontana dai ritmi e dalle strutture della danza nazionale; solo il titolo Polacca non avrebbe reso, dunque, nel modo giusto. Formalmente, il brano è una sorta di Sonata, seppure con molte anomalie. Nel carattere è da definirsi “ Polacca” in relazione strettamente all’espressività: non più esaltazione della vecchia gloria polacca, non dolore per il presente ma nostalgia, meditazione profonda, nella convinzione politica di un ideale di libertà che Chopin non vedrà realizzarsi. I temi sono più vicini alle Ballate: presentati a mo’ di improvvisazioni, si dissolvono rapidamente. Analizzare il brano è impresa piuttosto ardua: le continue modulazioni instaurano sempre nuovi e cangianti rapporti tonali. Si tratta di un Poema psicologico -sostiene lo studioso Belotti – pienamente espressivo; quasi un compendio di tutto il nuovo interno alla creazione romantica musicale. Il termine Fantasia si addice senz’altro all’architettura del brano: ritmo vario, arditezze armoniche; cromatismo esasperato; ognuno di questi elementi è portato allo stremo. Proprio la difficoltà nell’approccio analitico all’op.61 ha indotto, con ogni probabilità, la critica contemporanea alla severità nei giudizi. Certamente si tratta di un’opera tra le più difficili da interpretare: la sua realizzazione richiede la considerazione di molteplici sfaccettature di uno stesso elemento, esige una capacità interpretativa e una sensibilità che dovranno fondersi nel loro punto più alto. Solo questo potrà rendere il messaggio chopiniano indimenticabile.
Angelo Guido

Continua i suoi studi a Firenze, con i pianisti Daniel Rivera e Alessandro Specchi. Negli stessi anni segue corsi di perfezionamento in Spagna, con Hector Moreno, Norberto Capelli, Giuseppe Maiorca, Paul Badura-Skoda e comincia l’attività concertistica che lo porta in molte città italiane.
Nel ’91 partecipa alla Master Class organizzata dall’Accademia “Bartolomeo Cristofori” di Firenze e tenuta dal maestro Jorg Demus. Nello stesso anno intraprende la sua esperienza formativa all’Accademia Pianistica di Imola dove segue i corsi di numerosi ed illustri musicisti tra i quali: C. Rosen, G. Wilson, A. Lonquich, B. Canino, R. Turek, M. Campanella, A. Jasinsky. Fondamentali sono stati gli incontri con i pianisti Lazar Berman e Boris Pestrushansky. Sotto la guida di quest’ultimo, approfondisce ed amplia il suo repertorio pianistico, consolidando uno stile interpretativo volto alla profondità espressiva ed all’originalità comunicativa.
Ha ottenuto numerosi riconoscimenti a concorsi pianistici tra i quali quelli di Lamezia Terme (Cz), Sannicandro Garganico (Fg), Moncalieri (To), Mantova.
Nel 1994 ha suonato a Chicago per l’Istituto Italiano di Cultura e per il Dipartimento delle Attività Culturali della città statunitense.
Ha effettuato registrazioni televisive per emittenti regionali e trasmissioni radiofoniche in diretta tra cui “Stasera Via Asiago 10” per Radio Uno Rai.
Negli anni ‘96-’97 ha tenuto concerti in varie citta’ italiane in duo con il trombettista Luigi Santo.
Vincitore di Concorso a Cattedra per Esami e Titoli nazionale, ha insegnato nel ‘95-‘96 al Conservatorio di Musica di Trapani e dal ‘96 in quello di Cosenza dove tuttora è titolare di una Cattedra di Pianoforte Principale.
Alcuni suoi allievi hanno intrapreso, con importanti risultati, la carriera concertistica dopo essersi distinti in prestigiose competizioni pianistiche nazionali ed internazionali.
E’ chiamato come membro di giuria in concorsi pianistici nazionali ed è componente del Consiglio Accademico attualmente in carica del Conservatorio di Musica “S. Giacomantonio” di Cosenza.
Concerto del pianista Salvatore Giannella – Musiche di Fryderyk Chopin – Cosenza, Teatro Rendano – 26 Aprile 20.30
| 26 aprile 2010 | ||
| 20:30 |
1810-2010
I grandi anniversari
Chopin e Schumann nel bicentenario della nascita
Concerto del pianista Salvatore Giannella
Musiche di Fryderyk Chopin
Cosenza, Teatro Rendano
Lunedì 26 aprile 2010 ore 20.30
Ingresso libero
Il M° Giannella, salernitano docente al Conservatorio di Cosenza, eseguirà Quattro Improvvisi, Andante spianato e Grande Polacca brillante, Sonata opera 58. Si tratta di capisaldi della letteratura per pianoforte solista, letteratura a cui Chopin ha dato un contributo fondamentale per qualità e quantità. Il compositore vissuto fra il 1810 e il 1849, nato in Polonia e trasferitosi ventenne in Francia, scrisse quasi esclusivamente per questo strumento, di cui è considerato il “poeta”. Nei suoi brani convergono elementi diversi quali le forme classiche, il folklore musicale polacco, il virtuosismo.
In allegato Curriculum Salvatore Giannella
